Vorberg Riserva: la longevità del Pinot Bianco

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Da anni ormai il Pinot Bianco è diventato un grande protagonista nel panorama vinicolo, soprattutto grazie alla sua versatilità e alle caratteristiche uniche che lo rendono un compagno perfetto per qualsiasi piatto. A livello mondiale l’Alto Adige è uno dei migliori ambasciatori di questa varietà e tra questi spicca il nome di Cantina Terlano. Sin dall’inizio, Cantina Terlano ha intuito l’incredibile potenziale di invecchiamento del Pinot Bianco, grazie ad un archivio storico che risale fino agli anni ’20 e che nel corso degli anni ha permesso di studiare e perfezionare l’affinamento di questa varietà. A dimostrazione della longevità del Pinot Bianco, ormai da anni la prova tangibile è il Vorberg Riserva, attualmente in commercio con l’annata 2018.

Nonostante le sue origini francesi, il Pinot Bianco trova perfetta dimora anche in altri luoghi come ad esempio l’Alto Adige. Qui il Pinot Bianco cresce rigoglioso su una superficie di 558 ettari e rappresenta una delle varietà più importanti della regione. Questa varietà fu introdotta in Alto Adige nel 1850 dall’Arciduca austriaco Johann e da allora la sua diffusione è stata rapida e capillare. Cantina Terlano ha fatto dei vini bianchi longevi uno dei suoi segni distintivi nel mondo vinicolo e tra i produttori altoatesini è uno di quelli che presta maggiore attenzione al Pinot Bianco. Il merito va soprattutto al leggendario Sebastian Stocker, il quale sin dall’inizio aveva compreso le straordinarie caratteristiche di questo vitigno e intuito come il terroir di Terlano delinei uno straordinario potenziale e un’interessante capacità di evoluzione. Per questo motivo, nel corso degli anni Stocker ha conservato una moltitudine di bottiglie, lasciandole riposare in un mondo fatto di buio e silenzio e dando origine così all’inestimabile archivio enologico di Cantina Terlano.

Le origini del Vorberg
Per molto tempo le uve provenienti dal vigneto Vorberg a Terlano sono state coltivate ed imbottigliate separatamente fino a quando, con l’annata 1993, si è deciso di vinificare i nettari di questo appezzamento in un unico vino: il Vorberg. Da allora, il Vorberg ha sempre seguito un affinamento lungo due anni, una maturazione all’epoca particolarmente rivoluzionaria. Il Responsabile Vendite Klaus Gasser ricorda bene questo momento: “E’ stata un’impresa audace introdurre sul mercato un Pinot Bianco con un affinamento così lungo. Inizialmente le vendite erano molto difficoltose. Per più di vent’anni è stato necessario costruire una profonda consapevolezza per fondare una nuova cultura del vino intorno a questa tipologia di Pinot Bianco complesso e multi-sfaccettato”. Nel lungo termine, il coraggio e l’intraprendenza di Cantina Terlano hanno dato i suoi frutti. Oggi il Vorberg Riserva è visto a livello mondiale come un Pinot Bianco di classe.

Gli “ingredienti” del Vorberg Riserva
Cosa si nasconde dietro alla longevità del Pinot Bianco di Cantina Terlano? Le risposte si trovano tutte nel Vorberg Riserva: “Le uve utilizzate per la vinificazione di questo vino provengono dall’omonimo appezzamento situato a Terlano. Qui i vigneti crescono su pendii scoscesi e ben esposti ad un’altitudine compresa tra i 450 e i 600 m s.l.m. I terreni sono ricchi di porfido quarzifero, una pietra vulcanica che conferisce ai vini grande mineralità e struttura”, afferma l’Enologo Rudi Kofler. “Per la qualità, sono fondamentali le basse rese e le vigne molto vecchie”.

Un esempio: “Ad oggi vendemmiamo il 50-60% di uve in meno rispetto a 40 o 50 anni fa. Questo perché seguiamo il principio ‘meno è meglio‘. Il Pinot Bianco tende a rese molto alte, pertanto la selezione è scrupolosa e l’impegno in vigna è maggiore”. Oltre alla quantità, anche le tempistiche sono decisive: “La raccolta avviene in un momento preciso, in cui le uve sono sane e perfettamente mature. In seguito avviene una lenta maturazione in grandi botti di legno e un lungo riposo sui lieviti. Questi sono gli ingredienti segreti della ricetta per il Vorberg Riserva”.

Il Pinot Bianco: dimostrazioni di longevità
“Il Vorberg Riserva 2018 è un vino elegante ed estremamente complesso capace di sorprendere per la sua mineralità e la sua notevole capacità di sviluppo. È il perfetto ambasciatore del potenziale di questa varietà che, grazie al suo carattere equilibrato, si sposa perfettamente a numerosi piatti”, continua Kofler. Oltre all’annata 2018, in commercio sono disponibili inoltre annate del passato come ad esempio il Vorberg Riserva 2009, 2010 e 2011, in edizioni speciali formato Magnum. Anche il Rarity 2007, un Pinot Bianco che ha riposato sui lieviti fini per 10 anni, è la prova tangibile della costante tensione di Cantina Terlano verso la massima qualità e longevità. “Tutti questi vini rappresentano la testimonianza più pura di ciò che abbiamo costruito intorno al Pinot Bianco e dimostrano le grandi capacità evolutive e di sorprendente maturazione di questa varietà”, conclude Gasser.