Erste+Neue: la nuova immagine rivela l’essenza alpina

178

L’essenza della montagna e le sue vette, l’amore per i suoi colori e i suoi profumi, ma anche per le sfide che ogni giorno deve affrontare chi ha deciso di produrre vini sugli impervi pendii che caratterizzano la viticoltura in Alto Adige. È questo lo spirito che ha animato Erste+Neue ( www.erste-neue.it ), storica cantina i cui vigneti vanno dai pendii più bassi della Costiera della Mendola fino ad arrivare alle pendici delle Dolomiti, nel processo di restyling che ha coinvolto l’immagine complessiva di tutti i suoi vini e dell’azienda.

“Erste+Neue rappresenta uno dei patrimoni storici della viticoltura altoatesina, nata dall’unione delle forze di due cooperative sorte all’inizio dello scorso secolo” spiega Andrea Moser, enologo di Erste+Neue. “Era giunto il momento di trasmettere attraverso un nuovo logo e un restyling complessivo della nostra immagine il profondo legame che abbiamo con le nostre montagne. Un connubio che quotidianamente si rinsalda grazie al faticoso lavoro dei nostri soci e vignaioli sui terrazzamenti che accolgono i vigneti”.

Dal mese di marzo il nuovo logo di Erste+Neue introduce le montagne come elemento figurativo e un nuovo claim, “Wines for your #PEAKMOMENTS”, che caratterizzerà tutte le etichette delle tre linee dell’azienda. “Riteniamo che questa nuova immagine interpreti perfettamente lo spirito che alimenta il lavoro dei nostri soci e, allo stesso tempo, il risultato che poi si ottiene nel bicchiere: vini tipici, sinceri, intimamente legati ai vitigni di partenza così come al contesto naturale nel quale crescono, vale a dire appezzamenti terrazzati che arrivano fino a 860 metri sul livello del mare e che danno origine a vini freschi, equilibrati ed eleganti”.

La montagna è l’elemento che più influisce sulle caratteristiche di tutti i vini di Erste+Neue. I vigneti, infatti, sono distribuiti in parcelle, prevalentemente esposte a sud, dislocate a partire dai pendii più bassi della Mendola fino ad arrivare alle pendici delle Dolomiti. Una posizione che consente alla luce del sole di avere un effetto ideale durante il giorno, mentre di notte i pendii che partono dalla cresta della Mendola garantiscono una notevole escursione termica.

Sono tre le linee dei vini di Erste+Neue. La linea Puntay rappresenta l’eccellenza della cantina, l’espressione più alta che coniuga insieme lo spirito montano e l’eccellenza organolettica dei singoli vitigni. Per fare questo vengono selezionate solo le uve degli appezzamenti più storici, raccolte a mano e a perfetta maturazione.

La linea Classic fa della grande aderenza e coerenza con le caratteristiche dei vitigni di partenza la sua caratteristica più importante: vini autentici, dal carattere varietale inconfondibile, freschi, sapidi e vibranti.

Infine la linea Basic, ultima nata che ben interpreta la filosofia di Erste+Neue e il suo legame con due montagne che accompagnano la vita di tutti i giorni in questi luoghi così suggestivi. Stiamo parlando del Corno Bianco, famoso per la sua pietra chiara, e la montagna gemella Corno Nero, dal colore più scuro per merito del porfido quarzifero da cui è composta.

Erste+Neue – Via Cantine 12, 39052 Caldaro, (BZ) – 0471 963149 – info@erste-neue.it, www.erste-neue.it

Il legame con il contesto alpino, infine, si attua anche attraverso la conservazione e la promozione del paesaggio culturale che questi luoghi custodiscono. Ecco perché per Erste+Neue è importante che i suoi prodotti siano autenticamente sostenibili e responsabili del lavoro dell’uomo e della natura. Dal 2018 la cantina ha ottenuto infatti il sigillo internazionale FAIR‘N GREEN per la viticoltura sostenibile: per averlo bisogna rendere oggettivamente misurabili gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere e che riguardano la gestione aziendale, l’ambiente, la società e la catena del valore.

“Si apre dunque una nuova fase per Erste+Neue, – conclude Moser – che punta a infondere in chi assaggia i nostri vini lo spirito che anima questi luoghi: la purezza dei gusti e dei profumi della montagna, l’emozione delle sue vette”.