Mostre: Bologna riscopre la figura del pittore Patrick Procktor

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BOLOGNA – Il progetto di valorizzazione della figura di Patrick Procktor che Palazzo Bentivoglio ha inaugurato con la retrospettiva PATRICK PROCKTOR. A View From a Window, si amplia, in occasione di Arte Fiera, con una serie di proposte parte del programma di Art City di cui è main partner.

Dal 1 al 5 febbraio grazie a una serie di aperture speciali (1, 2, 3 e 5 febbraio dalle 11.00 alle 18.00; il 4 febbraio dalle 11.00 alle 22.00), i numerosi visitatori e appassionati di arte che arriveranno in città potranno visitare gratuitamente la mostra a cura di Tommaso Pasquali, con allestimento di Davide Trabucco.

Attraverso circa 60 dipinti che coprono gli anni dagli esordi alla maturità, il pubblico potrà immergersi in una puntuale ricostruzione della parabola artistica di questa figura poco nota in Italia, amico di Bacon, Vaughan e Hockney. Maestro dell’acquerello, con una predilezione per il ritratto, Procktor ritrae sul divano della sua casa di Manchester Street, gli amici intellettuali, i figli, i colleghi artisti e gli amanti, mentre la geografia dei suoi spostamenti fra Londra, l’Italia, il Marocco, l’Egitto, la Cina, viene registrata da una vasta produzione di fogli di viaggio, un campionario di felicissime intuizioni formali e virtuosismi luminosi.

La mostra nasce da un nucleo di opere presenti nella collezione permanente di Palazzo Bentivoglio, cui sono accostati lavori provenienti da collezioni private italiane e inglesi. Cruciali le collaborazioni con Gabriella Cardazzo della storica Galleria del Cavallino di Venezia che per prima porta in Italia l’artista più di 50 anni fa, con la Redfern Gallery di Londra, che ha rappresentato l’artista per tutta la vita, e con il collezionista Osborne Samuel.

Venerdì 3 febbraio alle 10.30 nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti (via delle Belle Arti 54), sarà possibile partecipare alla presentazione del catalogo bilingue edito da CURA.BOOKS, con testi di Ian Massey, Tommaso Pasquali e Davide Trabucco. L’incontro, parte degli Art Talk di Art City, sarà l’occasione per approfondire con gli autori la prima pubblicazione in Italia dedicata all’artista, che anche in Gran Bretagna arriva dopo più di dieci anni dall’ultima firmata da Massey, uno dei massimi esperti dell’opera e della vita di Procktor.

Il libro sarà disponibile dal 31 gennaio ma è possibile procedere a un preordine a questo link: Patrick Procktor — CURA. (curamagazine.com)

Il catalogo raccoglie un corpus di opere che parte dagli anni sessanta e arriva fino ai primi anni novanta, ricostruendo il percorso artistico e umano del pittore inglese attraverso i personaggi della Swinging London, i viaggi dall’Egitto alla Cina, l’amore appassionato per Venezia.

Il doppio sguardo di Massey e Pasquali permette a questo studio monografico di accendere nuovamente la luce su una figura rimossa, ma che ha tracciato un percorso autonomo e appassionante all’interno del panorama della figurazione contemporanea. La peculiare scelta dell’acquerello porta Procktor a esplorare un tema che diventa sempre più centrale nel corso della sua ricerca: il rapporto tra i piani della composizione, tra figura e fondo, che in questa importante occasione di approfondimento è ricostruito con puntualità.

Conclude il ritratto a tutto tondo di questa figura contraddittoria e flamboyante, marxista e snob, omosessuale e padre di famiglia, la preziosa collaborazione con la Cineteca di Bologna, che con Art City Cinema ospita al Cinema Lumière (Piazzetta Pier Paolo Pasolini 2/b) due proiezioni a ingresso gratuito, entrambe introdotte da Ian Massey e Tommaso Pasquali.

La prima proiezione, mercoledì 1° febbraio alle 18.00 presenta Patrick Procktor’s Britain: The Art Scene di Liam White (GB, 1988): un documentario-istantanea sulla vita e sull’opera dell’artista nella Gran Bretagna di fine anni Ottanta, in cui lo si vede conversare con amici e modelli, visitare la Chichester Cathedral, il Brighton Pier e The Vauxhall Tavern, il più iconico e antico locale gay londinese, mentre dispensa il suo punto di vista su pittura, pub, religione, politica e stile.

Venerdì 3 febbraio alle 20.00 invece è la volta del celeberrimo esordio di Jack Hazan, A Bigger Splash, che Martin Scorsese definì «uno dei film più belli che abbia mai visto su un artista e il suo lavoro».

Un ritratto di David Hockney, ambientato nella swinging London e costruito come un documentario nel quale ogni personaggio interpreta sé stesso. Si assiste così alla realizzazione di iconiche opere dell’artista e alla fine dell’intensa e travagliata relazione con Peter Schlesinger, partner, assistente e musa del pittore. Vi appaiono, tra gli altri, gli stilisti Celia Birtwell e Ossie Clark, il gallerista John Kasmin e l’artista Patrick Procktor e alla sua uscita nel 1974 destò scandalo – proprio come l’opera pittorica di molti dei protagonisti – per alcuni espliciti interludi omoerotici.

(Crediti FOTO: Carlo Favero).