Erste+Neue, conclusa la vendemmia 2023. Altitudine fondamentale per la qualità

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Con la raccolta delle ultime varietà a bacca rossa, è terminata la vendemmia nei vigneti dei soci conferitori della storica cantina del Lago di Caldaro

CALDARO – Un’annata complessa, certamente impegnativa e piena di insidie, ma con un bilancio che alla fine è più che positivo, con punte di eccellenza tra i filari posizionati alle altitudini più elevate. Si è da poco conclusa la vendemmia nelle vigne di Erste+Neue, storica realtà altoatesina con sede e vigneti nel comprensorio del Lago di Caldaro.

“Per tutti i nostri soci conferitori è stata un’annata certamente da ricordare, per tanti motivi, a partire dal difficile andamento stagionale, che ha obbligato tutti a essere costantemente reattivi per poter intervenire repentinamente a eventi climatici spesso improvvisi e di grande intensità” spiega Thomas Scarizuola, alla sua prima vendemmia nel ruolo di Kellermeister, ma con una grande esperienza alle spalle vista la sua più che decennale presenza all’interno della Cantina. “Prima le piogge, abbondanti, cadute durante il periodo della fioritura, poi il caldo estivo, a tratti davvero asfissiante per i nostri luoghi. Nonostante questo, grazie all’intenso lavoro messo in campo da tutti i nostri soci conferitori, siamo riusciti a proteggere i vigneti dalle malattie, in particolare dalla peronospora e a portare in cantina uve sia quantitativamente sia qualitativamente più che soddisfacenti”.

La vendemmia è iniziata il 28 agosto con le uve a bacca bianca e si è conclusa nella seconda settimana di ottobre con la raccolta delle ultime varietà a bacca rossa. “Abbiamo iniziato la raccolta delle uve in ritardo di due settimane rispetto all’anno scorso – continua il Kellermeister di Erste+Neue –. Si tratta di oscillazioni ormai diventate una prassi negli ultimi 15 anni e siamo in grado di gestirle con un lavoro puntuale e meticoloso, giorno per giorno, analizzando ogni singolo vigneto con attenzione”.

È difficile, in questa prima fase, sbilanciarsi mentre i mosti stanno ancora fermentando in cantina in molti casi, ma alcuni aspetti appaiono già ora chiari ed evidenti. “Siamo sicuramente contenti della qualità complessiva, in particolare di alcune varietà, come ad esempio lo Chardonnay nel caso delle uve bianche e del Lagrein, tra le varietà a bacca rossa. Ma c’è un altro aspetto che è emerso con forza quest’anno – conclude Thomas Scarizuola -. L’altitudine fa sempre la differenza. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione vigneti che arrivano anche a 900 metri. Qui la maturazione delle uve è stata molto equilibrata e non è mai mancato lo sbalzo termico tra la notte e il giorno che, come sappiamo, è fondamentale per ottenere eleganza e profumi dotati di ottima finezza, tipica nei vini di montagna e che ben rappresentano lo stile di Erste+Neue”.

Erste+Neue ha un’estensione dei propri vigneti di circa 60 ettari, spesso piccole parcelle con esposizione prevalentemente a sud e posizionate a partire dai pendii più bassi della Costiera della Mendola fino ad arrivare alle pendici delle Dolomiti. La conduzione dei vigneti secondo pratiche sostenibili rientra all’interno del protocollo FAIR’N GREEN, al quale la cantina aderisce dal 2018 e comprende l’intera catena del valore e della filiera, dalla salvaguardia della biodiversità alle pratiche in cantina.

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