Ortofrutta, i segnali da cogliere. Un’analisi dopo “Fruit Logistica” a Berlino

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Al ritorno da Fruit Logistica l’analisi di Confagricoltura.
Matteo Brunelli: “Consumi in calo, crescono i discount, ma bisogna generare valore”

FORLI’-CESENA – È la fiera di riferimento per l’ortofrutta di tutto il mondo e anche per la Romagna, terra da sempre vocata a frutta e verdura, Fruit Logistica rappresenta un importante momento di business. Confagricoltura era presente alla fiera di Berlino con un proprio stand e ha organizzato un confronto tra istituzioni e player internazionali all’Ambasciata d’Italia nella capitale tedesca, durante il quale si è parlato di misure per aiutare il settore ad affrontare le complessità dell’attuale contesto economico.

“Un contesto purtroppo caratterizzato da consumi in calo, sia sul mercato interno che sul fronte dell’export, e dai costi produttivi che continuano a rimanere elevati: tutto questo pesa sulle marginalità delle aziende, messe a dura prova da crisi”, analizza la situazione al rientro da Fruit Logistica Matteo Brunelli, presidente della Circoscrizione di Cesena di Confagricoltura e vicepresidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, nonché amministratore delegato dell’omonimo gruppo specializzato nella produzione, commercializzazione e trasformazione di prodotti ortofrutticoli freschi. “Dopo un anno davvero complicato ci sono segnali da cogliere: l’inflazione ha rallentato la sua corsa, i costi dell’energia sono leggermente diminuiti, ma i segni lasciati sul mercato nel 2022 sono pesanti. A livello nazionale si sono perse quote importanti, gli italiani hanno acquistato l’8% di ortofrutta in meno e una contrazione del genere è difficile da recuperare, anche perché nel frattempo stanno cambiando le abitudini di acquisto degli italiani, che si stanno orientando verso il discount. La sfida è quella di generare valore, farlo percepire e noi produttori siamo decisi a perseguire questa strada: ma perché il 2023 sia l’anno della riscossa, come ha ricordato il nostro presidente Massimiliano Giansanti, serve creare le giuste condizioni. E’ quindi necessaria la collaborazione istituzionale e della distribuzione. Dopo la pandemia, la guerra, gli effetti dei cambiamenti climatici in campagna, i rincari delle bollette e l’inflazione galoppante, gli agricoltori non possono farcela da soli: chiediamo che il settore primario sia riconosciuto come comparto energivoro e possa avere delle tariffe dedicate; inoltre dobbiamo aprire un tavolo di confronto con il governo per ragionare su come gestire meglio il tema dei flussi e reperire lavoratori stranieri, l’emergenza manodopera rappresenta un problema rilevante. Apprezziamo l’annuncio del sottosegretario Patrizio La Pietra di voler convocare a stretto giro un tavolo tecnico sull’ortofrutta: il comparto vale un quarto della produzione agricola nazionale e merita uno spazio di confronto a livello ministeriale. Da Fruit Logistica – conclude Brunelli – sono arrivati tanti stimoli e indicazioni: i produttori, pur davanti a molte difficoltà, sono pronti a fare la loro parte”.

“Fiere come Fruit Logistica sono sempre importanti per incontrare clienti e fornitori, oltre che per sviluppare nuovi contatti in chiave export – aggiunge Massimiliano Ceccarini, general manager della Sipo di Bellaria Igea Marina – Credo che nel medio-lungo periodo proprio l’export possa dare delle garanzie sulla crescita del Made in Italy: se il mercato interno sta guardando sempre più il prodotto da prezzo, all’estero cresce l’interesse verso i prodotti di nicchia che coltiviamo in Romagna, dal porro alla carota, fino ai nostri funghi. Crediamo nell’export e da quando abbiamo aperto il nostro ufficio di Londra stiamo spingendo parecchio per portare sulle tavole dei consumatori europei l’eccellenza dei prodotti italiani: il fiore di zucca, il cuore di porre… Tutte referenze dove si creare valore aggiunto e dove anche la narrazione viene premiata. A Fruit Logistica – conclude Ceccarini – abbiamo riscontrato interesse per nuove collaborazioni in Svizzera, Francia, Germania e Olanda”.

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