Pizza e birra è uno degli accoppiamenti che scaturiscono quasi in automatico, poiché è quasi una tradizione che si tramanda da diverse generazioni. Ma siamo proprio sicuri che l’abbinamento pizza – birra sia l’unico possibile? E fra l’altro che sia quello più giusto? Se per il secondo quesito è possibile dire che è una cosa soggettiva, poiché dipende dal fatto che ognuno di noi ha la preferenza a bere birra, o vino, quindi lascia ampia libertà ad ognuno di noi scegliere la bevanda che piace di più da abbinare con la pizza. Al primo quesito, invece, si può tranquillamente rispondere con un no, ovvero la pizza trova dei validi e convincenti abbinamenti con il vino. Certo bisogna seguire alcune semplici e valide regole, tipo di non abbinare con la pizza vini rossi particolarmente strutturati come Amarone, Barolo, Taurasi e via dicendo, ma prediligere gli spumanti (scelta vincente), cercare alcuni bianchi che possano trovare una giusta combinazione con gli ingredienti della pizza (a seconda del tipo di pizza), provare anche con dei vini rosati che forniscano la giusta freschezza, ma allo stesso tempo forniscano il giusto contributo dei tannini (in maniera delicata), sempre tenendo ben presente del tipo di pizza che si sta ordinando. Oppure con pizze un po’ più “importanti”, abbinare un rosso non particolarmente strutturato e con dei tannini morbidi.
Fatte queste brevi premesse, inizia ad essere più semplice poter spaziare, nonché provare e trovare un efficace e valido abbinamento fra pizza e vino. Proprio su questo argomento si è svolta presso la pizzeria De Natale, a Fiumefreddo (CT), la serata di presentazione del libro Calici e spicchi di Antonella Amodio. Parlando di pizza e per poter formulare diverse proposte di abbinamento fra una pietanza originaria della Campania e dei vini, Antonella non può che essere necessariamente campana. Ed infatti originaria di Caserta, Antonella Amodio si è cimentata a scrivere non uno, bensì due libri sull’abbinamento fra vino (calici) e pizza (spicchi).
Antonella è giudice in concorsi internazionali di vino, pizza e gastronomia, per cui pizza e vino sono argomenti che padroneggia con disinvoltura. La sua voglia di voler sdoganare l’abbinamento della pizza che deve essere solo con la birra, l’ha portata a scrivere i due libri (il secondo volume parla anche di pizze internazionali, abbinate con vini prodotti nella stessa nazione dove viene fatta la pizza), rendendo possibile trovare validi accoppiamenti.
Abbiamo subito notato l’estro e l’inventiva di Antonella, quando ha iniziato a parlare di abbinamento cromatico, che è stato ideato e pensato da lei, e che in maniera semplice riesce ad avere buoni riscontri. Una tecnica non difficile, per certi versi intuitiva, tramite la quale bisogna abbinare con i colori. Ad esempio, un ragù (rosso) va abbinato con un vino rosso. Se c’è del salmone, il vino che trova buona affinità è il rosato (o un orange). Con carni bianche come il pesce e con le verdure va il vino bianco. Questo giusto per far capire quanto detto prima sulla capacità di Antonella nella padronanza degli abbinamenti fra cibo e vino e poi sulle nostre eventuali scelte.
Proseguendo con la serata, una delle pizze fatte da Alessandro De Natale ha lasciato il segno ad Antonella, tanto da recensirla nel libro ed abbinarla ad un vino. Quindi oltre ad Antonella Amodio, i protagonisti della serata sono stati Alessandro De Natale, con le sue pizze, e Neri Agricoltura dell’Etna, che ha fornito i vini da abbinare alle pizze. L’Entrée è stato con un Arancino profumato agli agrumi di Sicilia, erba cipollina e maionese leggera, abbinato con lo spumante (un’anteprima) Metodo Classico SN35 Etna Brut D. O. C. 100% Nerello Mascalese. L’arancino aveva i classici sentori e sapori agrumati, una bella croccantezza e non particolarmente unto. L’abbinamento è stato fatto in assonanza, poiché lo spumante emanava dal calice sentori di lime e di agrumi inizialmente. Successivamente si sentiva la nota floreale per poi passare a dare un ricordo di muschio e funghi. Una beva agile e scattante, con una buona freschezza ed un finale leggermente sapido che si sposava egregiamente con l’arancino, fornendo un terzo sapore in bocca. Si passa alla prima pizza, Radici (impasto contemporaneo), salsa di pomodoro siccagno, cubetti di melenzane fritte all’aglio di Nubia, salsa di pomodoro cotto, crema di melanzane, in uscita Vastedda della Valle del Belìce D. O. P. sciolta al cannello, grattugiata di scorza di limone. In abbinamento Arrigo 2024 Etna Bianco D. O. C. di Neri. Il sapore predominante della pizza è dato dalla salsa di pomodoro, che poi viene arricchita dai sapori della melanzana, nonché dal pomodoro siccagno. La parte acida del pomodoro è stata contrastata dalla freschezza del vino. L’Etna Bianco (60% Carricante – 40% Catarratto), con il suo corredo aromatico formato da frutta tropicale (mango e papaia) e con accenni di pietra focaia, con un finale di floreale (dato principalmente dal Catarratto), ha trovato una giusta collocazione con la pizza. Con la seconda pizza è stato abbinato l’Etna Rosato 2025 D. O. C. di Neri, che ha fatto sentire la sua “gioventù”, tramite i sentori di nota fruttata (fragola e ciliegia). Sorso pieno con una tridimensionalità ed una verticalità non irruenta. La pizza Anima di Salina (impasto integrale), crema di patate, bufala siciliana, finocchietto selvatico, tonno, in uscita cucunci di Salina, polvere di olive nere, aria di limone è stata una pizza di grande personalità, che riesce a non essere dimenticata, lasciando un segno, con un connubio di sapori ben amalgamati e di grande piacevolezza. L’Etna Rosato, ha saputo reggere i sapori de L’Anima di Salina. L’ultima pizza è stata Sicilia in contrasto (impasto siciliano), focaccia di grano antico Russello guarnita con mortadella artigianale, cavolo rosso sfumato al miele di ape nera sicula, scaglie di Tuma Persa e granella di pistacchio di Bronte D, O. P., è stato Borrigliona 211 2022 Etna Rosso D. O. C. il vino in abbinamento. La pizza, punta sulla particolarità dei vari sapori forniti dai vari ingredienti, che si amalgamano e si completano gli uni con gli altri. L’Etna Rosso, è un vino che punta sull’eleganza e la raffinatezza, fermo restando che conserva la sua personalità. Cappero, alloro, una leggera nota mentolata ed un finale di ciliegia compongono il corredo aromatico di questo Etna Rosso. Al sorso fa sentire la sua trama tannica fine ed i tannini lunghi. Quest’ultimo abbinamento ha avuto una netta predominanza del vino sulla pizza, ma è giusto fare le prove.
A chiudere la serata il Dolce Sicilia trocadero al pistacchio accompagnato da un tradizionale biancomangiare alla mandorla e profumo d’arancia, in accoppiamento la grappa di Distillerie dell’Etna, Russo Siciliano, Elegante, ottenuta dalle vinacce di Malvasia delle Lipari. Al dolce spetta il compito più arduo, non solo quello di completare la cena, ma essere mangiato quando si è già sazi. La giusta consistenza, una dolcezza non stucchevole, una morbidezza piacevole, hanno fatto si che il dolce venisse assaporato con tanta piacevolezza. L’abbinamento con la grappa, anche se per certi versi insolito, è stato convincente, pulendo il palato con una gradazione alcolica importante e creando un contrasto piacevole a fine cena.











