Passeggiata al chiaro di luna sul vulcano Etna

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Se siete amanti della Natura, se le passeggiate naturalistiche vi appassionano, non posso che consigliarvi i circuiti organizzati da Sharing Sicily. Il punto forte dell’organizzazione è fare conoscere la Sicilia, quella più autentica, fare scoprire luoghi esclusivi lontani dai circuiti più battuti, emozionare con trekking mozzafiato regalando momenti di relax con l’esperienza dello yoga, condividere prodotti locali con visite in cantine, ma anche piccoli produttori.

Ecco, questo è l’obiettivo della giovane organizzazione che si avvale di esperti promotori e di guide professioniste.

Stavolta il viaggio che vi propongo è alla scoperta del bosco dell’Etna al chiaro di luna. Un’esperienza fiabesca per i paesaggi scoperti durante il percorso, iniziato alle porte del paesino etneo di Milo, esattamente da Piano Bello. Ed eccoci in quaranta, o forse più, riuniti a debita distanza e mascherina obbligatoria, nella Piazza Belvedere di Milo per il primo briefing con Gabriele Messina, esperto guida A.I.G.A.E, e Giovanni Mazzeo organizzatore dell’evento. Abbigliamento comodo e scarpe da trekking, la nuova esperienza naturalistica ha avuto inizio nel primo pomeriggio di qualche domenica addietro. Raggiunto il punto di partenza dell’escursione con mezzi propri, è subito stupore alla vista di un’antica stradina in pietra lavica, ovviamente in salita, che ci ha introdotto nel fitto bosco.

La “passeggiata”, di quasi 3 ore e per oltre 5 km, ci ha fatto amare e scoprire un luogo incantato, magico. Il profumo delle ginestre, dominante per quasi tutto il tragitto, le vaste distese di felci, i castagni imponenti, gli antichi insediamenti urbani di contadini che, durante la Seconda guerra mondiale, abitarono questi luoghi vivendo la loro quotidianità svolgendo attività di pastorizia, di carbonai, di agricoltori dedicati soprattutto alla coltivazione della segala, cereale povero, che permetteva di panificare e di avere una quantità di pane sufficiente a sfamare la famiglia, viste le ristrettezze del periodo bellico che non garantiva sufficiente pane di frumento.

Un percorso ad anello di media difficoltà sul versante meridionale dell’Etna su un soffice tappeto di foglie che, dopo alcuni chilometri, ha sbalordito tutti con la maestosa chioma dell’albero Ilice di Carrinu (o Ilice du Pantanu) alla quota di 937 m s.m.; la sua età è stimata in circa 7 secoli. Imponente, maestoso, dava l’impressione di ritrovarsi dentro un paesaggio fiabesco. Alto oltre 20 metri, con la circonferenza alla base di quasi 5 metri, lunghi rami di 10 metri e più: nel 1982 il Corpo Forestale dello Stato lo ha inserito nel patrimonio italiano dei Monumenti Verdi. Ancora qualche chilometro e il paesaggio assume un altro aspetto, la vegetazione comincia ad essere meno fitta, lasciando spazio a cespugli di ginestre e alla lunga colata lavica del 1950-51. È incredibile come il paesaggio, nel raggio di pochi chilometri, possa cambiare aspetto, regalando sempre nuovi panorami stupefacenti: da un lato l’Etna fumante, dall’altro la costa bagnata dal mare. È proprio un posto meraviglioso la Sicilia!

Siamo quasi a metà tragitto, la luna comincia ad illuminare il nostro rientro dopo una sosta in uno dei rifugi del Corpo Forestale; nei volti degli escursionisti è chiara la soddisfazione, la carica di emozioni vissuta in quelle ore intense e appassionanti.
Torce accese lungo il cammino di rientro verso le nostre macchine per il saluto e la promessa di incontrarci per la prossima meta. È stato difficile allontanarsi da tanta bellezza, abbandonare quei profumi che per tutto il tragitto ci hanno fatto vivere una Natura meravigliosa.
E allora, perché non continuare ad ammirarla ancora? La cena a sacco ci aspettava: una tovaglia distesa sul fogliame soffice sotto il cielo stellato, sorbendo un vino che ha continuato ad emozionarci: un Etna Rosso della cantina Barone di Villagrande per concludere la nostra esperienza.
Arrivederci alla prossima: altre escursioni ci attendono!

(Foto di copertina: Giuseppe Scaletta)
(Foto: Agata Faro)